I PETRODOLLARI
Che cosa sono questi petrodollari? Non sono vere e proprie monete, ma un sistema basato sul pagamento in dollaro di ogni transazione mondiale che veniva fatta tra paese venditore di petrolio e paese compratore di petrolio; essi infatti commerciavano con valuta sottostante in dollari, perchè era l’unica accettata nel mercato internazionale e ciò faceva dell’America una grande potenza; essa infatti non combatte per avere abbastanza petrolio, quello ce lo ha già, ma per controllare tutti gli scambi sul mercato, è quello che conta davvero. Ma vediamo perché:
Paese A (Arabia Saudita) importatore > Paese B (Cina, Giappone, India) importatore pagamenti in dollari > il governo di Tokyo dovrà avere in cassa i dollari necessari all’acquisto del petrolio (33 miliardi all’anno ad oggi).
Nei primi 10 paesi esportatori di petrolio, tutti tranne la Russia esigono di essere pagati in dollari.
Quali sono i motivi che fanno sì che il petrodollaro regga e funzioni? un primo motivo è di convenienza e l’altro è di natura storica. Ad oggi per gli stati è comodo avere un po di dollari nelle proprie casse statali, basta pensare per capire questa cosa al fatto che il 90% delle transazioni valutarie globali avviene in dollari (possedere il dollaro da più sicurezza a chi lo possiede; il dollaro è una moneta forte perché ci si aspetta che lo sia e tutti se lo aspettano). Il secondo motivo è dato dagli accordi di Bretton Woods, che come sopra citato legavano le valute mondiali al dollaro il quale a sua volta era legato all’oro. Dopo il ‘71 però il biglietto verde perse il 33% del suo valore in termini di potere d’acquisto, ma allo stesso tempo lo shock petrolifero del ‘73 aiutò a consolidare la sua supremazia. Dopo che gli stati uniti mandarono prestiti per miliardi di dollari a favore di Israele durante la guerra del golfo contro arabia, egitto e siria, queste tre potenze petrolifere misero un embargo agli stati Uniti, ovvero smisero di vendergli il petrolio; gli stati uniti non potevano più comprare ma gli arabi non avevano più uno dei più grandi acquirenti. Fu così che fu stipulato un accordo tra le due parti, l’accordo del petrodollaro, che prevedeva che in cambio di armi e aiuti economici da parte degli states, i paesi del Golfo avrebbero venduto il petrolio solo in dollari, così da far aumentare la potenza della valuta di riserva.
Che guadagno avevano gli stati uniti su tutto questo?
Basi militari nei paesi del Golfo e supremazia militare stabilita
I dollari che quegli stati guadagnano con le vendite li possono usare in tre modi: comprare beni dall’estero, investire nello sviluppo del proprio paese oppure investirli in mercati internazionali attraverso un fondo sovrano, entità di cui sono dotati su tutti Arabia Saudita, UAE, kuwait e Norvegia. quest’ultimo meccanismo viene chiamato riciclaggio del petrodollaro, e qui viene la parte interessante: nella maggior parte dei casi gli introiti del petrolio espressi in dollari vengono reinvestiti nel mercato statunitense, questo accade perché viene considerato il mercato più solido e i titoli di stato sono inoltre l’investimento con più basso rischio al mondo.
Il petrodollaro però ha creato delle strutture pericolosissime: se il petrolio è il prodotto più scambiato sui mercati internazionali, con 1300 miliardi in transazioni l’anno, vuol dire anche che l’economia globale è dipendente dal dollaro e il destino dei paesi produttori di petrolio, che investono nei mercati americani, è in qualche modo legato a quello degli USA. Gli states, oltre a trarre un vantaggio enorme su questo sistema hanno anche enormi responsabilità e lati negativi; infatti il 60% delle riserve mondiali sono in dollari, dollari che servono al commercio e alla stabilità di ogni paese tramite i treasury (un esempio è la Cina, che ha il 58% delle riserve valutarie in dollari pur non essendo un alleato americano) e ciò significa solo una cosa: per garantire che ci siano abbastanza dollari in giro per il mondo gli Stati Uniti devono mantenere un deficit commerciale, quindi devono importare più beni e servizi di quanti ne esportino, così da spendere più dollari per acquistare prodotti esteri di quanti ne guadagnino vendendo i propri, per assicurare che il dollaro continui a fluire e ad essere la valuta dominante.
Le fonti prevalenti di questo articolo sono: Wikipedia e Ai