La mucca viola

in Italy • 4 days ago

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Seth Godin, Yaffa, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons

Una lunga coda di macchine, da ore in attesa del proprio turno per proseguire il viaggio. Fuori dal finestrino, a distanza tale da poter essere ancora percepite nitidamente dagli occhi, un gruppo di mucche pascola tranquillamente, ignorando il traffico e i problemi dell'umanità.

Tra gli automobilisti in coda c'è anche Seth Godin, scrittore ed imprenditore statunitense, che trova un attimo di sollievo in quello spettacolo della natura. Coinvolge la moglie e i figli e tutti riescono per un po' di tempo a dimenticarsi della frustrazione dovuta alla perdita di tempo, concentrandosi su quelle simpatiche bestiole.

Passano dieci minuti, poi altri dieci e dieci ancora e anche le mucche diventano banali. In fondo sono tutte uguali, con il manto marrone maculato, e fanno tutte o quasi la stessa cosa: chi non bruca l'erba, riposa in qualche angolo del prato. Insomma, per ridestare l'attenzione del gruppo ci vorrebbe qualcosa di straordinario, come una mucca viola.

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Image by erwin bosman from Pixabay)

E' proprio con questo aneddoto che Seth Godin ha scelto di aprire il suo bestseller, "La mucca viola", uno dei volumi più noti e apprezzati negli ambienti del marketing. Il concetto di fondo, già anticipato in apertura, è proprio questo: in un mondo in cui tutte le mucche sono marroni, trovare la mucca viola, quel particolare elemento capace di distinguere dalla massa, può aprire grandi opportunità.

Tutte le aziende di maggior successo hanno prima o poi trovato, nel corso della loro storia, la propria mucca viola, ma il libro non è indirizzato solo ai CEO delle grandi multinazionali o a chi conduce un'attività in proprio, ma a chiunque immetta sul mercato un prodotto, un'idea o anche solo il proprio curriculum.

Quante possibilità ci sono di essere quantomeno notati dal responsabile delle risorse umane di una multinazionale, proponendo un curriculum ordinario, in mezzo a centinaia di altri che sembrano scritti in fotocopia? Quante invece, ad esempio, con un curriculum ricco di immagini disegnate a mano, di caratteri speciali o stampato su fogli colorati?

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Immagine Pixabay

Non tutte le mucche viola hanno successo ovviamente, ma la percentuale di possibilità di trovare una propria nicchia di entusiasti early adopters cresce vertiginosamente rispetto a chi si limita semplicemente a copiare la concorrenza, magari provando solo a migliorarla un po'.

Un altro spunto interessante del lavoro di Godin spiega come nell'era dell'ultra-digitalizzazione, in cui siamo sommersi di messaggi pubblicitari, input e informazioni varie, il nostro cervello abbia perso, in una sorta di auto-difesa, la capacità di ascoltare questi messaggi con attenzione.

In questo scenario anche la pubblicità ha smesso di essere efficace come un tempo, quando nel vedere un prodotto reclamizzato dalla TV ci si precipitava in massa a comprarlo. Oggi il consumatore è inoltre più smaliziato e tende a non fidarsi in automatico delle mirabolanti qualità promesse dagli spot circa i vari prodotti.

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Foto di HolgersFotografie da Pixabay

Spendere la stessa quantità di denaro in pubblicità, ora rispetto a qualche decennio fa, restituisce alle aziende risultati diametralmente opposti. E' qui che torna prepotentemente alla ribalta la necessità di distinguersi con un'idea, un prodotto o un servizio diverso.

Certo, una parrucchiera sarà sempre una parrucchiera, un badante sempre un badante e un imbianchino sempre un imbianchino, ma rispetto agli annunci simili, quanto risalterebbero proposte come "Taglio, piega, biscotti e caffé" o "Il badante libraio", che scegliesse ogni volta un libro diverso da leggere ai propri assistiti?

💡E qui su Steemit? Non pensate anche voi che ci sarebbe bisogno di un po' di mucche viola?

Se volete leggere il libro di Seth Godin, questo è il LINK di Amazon. E' un link affiliato, quindi, sì, se lo comprate da lì per voi il prezzo non cambia, ma io potrei guadagnare circa settanta centesimi di euro (più o meno 12 Steem). Non una cifra sensazionale, ma per dipingere le mucche di viola, da qualche parte bisognerà pure iniziare, o no?

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Hi Franco, my first thought when I read Purple cow was “Milka” chocolate, it is impressive how much due to advertisement it impregnated in our long term memory. I really like an idea of being a purple that is indeed the first step to attract an attention even if later one may not be successful but the person tried everything and that definitely will be working if not with one then with other one. I will check up on the book

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Hi Stef, it’s true, that purple Milka cow was a prime example of successful advertising – one that everyone still recognises even though several years have passed.
As for the book, it puts forward some really interesting ideas. I’m racking my brains to work out how to apply them to Steemit; I’m sure there’s a way, I just need to figure out what it is... 😄
Thanks for your support – I really appreciate it!